Fonte articolo 'Il Fatto Quotidiano'
sabato 17 aprile 2010
Confini di Marco Travaglio
Pur nella sfiga generale, gli elettori di centrodestra sono un filo meno sfigati di quelli di centrosinistra. Chi ama Berlusconi se lo tiene. Chi non lo ama vota Bossi. Chi non ama né Berlusconi né Bossi spera in Fini. Chi non ama né Berlusconi, né Bossi, né Fini, spera in Casini. In mancanza di un’alternativa credibile, il centrodestra s’è dato una struttura che contiene in sé un’ampia gamma di opzioni possibili: quella plebiscitaria, quella federal-separatista-xenofoba, quella nazional-repubblicana, quella gatto anzi cattopardesca. Dall’altra parte invece soltanto un campo di Agramante dove, per non scontentare nessuna identità, non c’è più alcuna identità. A parte quella di Di Pietro, che però stenta a uscire dall’orticello dell’Idv per parlare a tutto il centrosinistra. Tant’è che molti, nel centrosinistra, si son ridotti a sperare in Fini. Il quale, intendiamoci, è e resta una speranza. Per diventare o ridiventare una democrazia, l’Italia ha bisogno come del pane di un centrodestra normale, che faccia politica e non affari o reati, e Fini gli somiglia parecchio. Chissà che, mollando gli ormeggi da Arcore, non aiuti la nascita di un centrosinistra normale. Senza più Berlusconi a tenerlo in vita artificialmente, quel carrello di bolliti che è il Politburo del Pd potrebbe finalmente estinguersi e fare spazio a qualcosa di meno fossile. Hanno però ragione Flores d’Arcais e Galli della Loggia quando imputano a Fini di non aver ancora esplicitato chiaramente in che cosa consiste la sua Destra. Col rischio di prestare il fianco ai manganelli mediatici del Caimano, già da mesi impegnati a dipingerlo come un traditore succube delle “sinistre” e animato da sete di potere. Si tratta di calunnie, ovvio, ma nel regime mediatico non conta ciò che è vero. Conta ciò che “passa” dai media all’opinione pubblica. E i media sappiamo in che mani sono. Finora Fini s’è smarcato da Berlusconi su questioni cruciali e sacrosante, ma poco sentite dagli elettori di destra: fecondazione assistita, diritti degli immigrati e dei “diversi”, laicità, difesa delle istituzioni e della Costituzione. Sulle due ragioni sociali della politica berlusconiana – guerra alla libera informazione e alla magistratura indipendente – ha detto cose giuste, ma troppo balbettate. Soprattutto in occasione delle leggi vergogna, contestate a mezza bocca ma poi sempre votate. Sappiamo bene che non dipende da questioni ideali o programmatiche la fuga di molti (ex?) finiani da Fini nel momento del divorzio da B.: chi sta col padrone d’Italia ha soldi facili, poltrone a volontà, comparsate televisive e soffietti sulla stampa amica (cioè quasi tutta). Ma se Fini uscisse allo scoperto sventolando le bandiere della libera informazione e della legalità contro mafie, corruzione ed evasione fiscale potrebbe attrarre, o almeno far riflettere, molti elettori di centrodestra e, di riflesso, molti eletti. Le questioni sono caldissime. La critica ai cordoni stretti di Tremonti sarebbe più efficace se unita a un grande piano contro corrotti ed evasori, che consentirebbe di recuperare enormi risorse da destinare alle vittime della crisi (chi ha perso il lavoro e chi paga troppe tasse al posto di chi non le paga). Un codice etico per i partiti e i politici, che faccia finalmente piazza pulita dei condannati e dei compromessi (ieri il pg di Palermo ha chiesto 11 anni di carcere in appello contro Dell’Utri per mafia), rinverdirebbe la nobile tradizione della destra legalitaria in cui si riconobbero, in anni lontani, Ambrosoli e Borsellino. L’altro giorno Fini ha chiamato Gino Strada per parlare dei tre volontari arrestati-rapiti dalla polizia segreta di Kabul. La difesa dei “nostri ragazzi” impegnati sui fronti di guerra non può limitarsi al saluto militare. Visto che il governo traccheggia, il presidente della Camera potrebbe raccogliere l’idea semplice e chiara di Di Pietro: o il presidente fantoccio di Karzai ci restituisce subito i nostri connazionali, oppure le nostre truppe lasciano l’Afghanistan. L’orgoglio nazionale si difende anche così. Da destra.
Fonte articolo 'Il Fatto Quotidiano'
Fonte articolo 'Il Fatto Quotidiano'
domenica 11 aprile 2010
Grazie Dio di avermi fatto della Lazio
Tratto da: www.lalazioinrete.com
In giornate come queste mi sento ancora più fiero di essere Laziale. Il telefonino non smette di vibrare, perennemente illuminato da una valanga di messaggi di pseudo tifosi della Roma che fino a due settimane fa probabilmente non sapevano neanche cosa fosse il gioco del calcio. Per strada le borate che si vedono hanno un qualcosa di divertente. Leggo gli sms che mi arrivano, guardo dalla finestra queste scene tristi, eppure perdonatemi ma non riesco ad essere arrabbiato. Mi rode per la situazione. Vorrei una Lazio diversa, vorrei una Lazio più grande, vorrei una Lazio in grado di farmi vibrare il cuore per qualcosa di più importante rispetto ad uno scontro salvezza vinto alla grande in quel di Bologna. Vorrei una Lazio con un altro presidente, vorrei una Lazio in grado di farmi guardare al futuro con ottimismo e non con amarezza, vorrei una Lazio in grado di farmi tornare a sognare e non a pensare che l'anno prossimo sarà probabilmente come questo se non peggio.
Ma guardando loro invece di provare rabbia materializzo sul mio viso l'ombra di un sorriso. Un ghigno beffardo, quasi divertito. Sì, in giornate come questa ringrazio ancor di più mio Padre, il destino e Dio per avermi fatto scegliere questi colori. Per avermi fatto abbracciare un ideale. Per avermi fatto diverso. Non so se migliore o peggiore, semplicemente diverso. Noi siamo un'altra cosa, noi siamo un popolo che c'è stato c'è e ci sarà sempre, in Serie B con nove punti di penalizzazione o nel Principato di Monaco davanti al Manchester degli invicibili. Noi siamo noi. Noi siamo i Laziali. Personaggi strani, quasi incomprensibili per chi non fa parte della nostra stirpe. Noi abbiamo vinto nel 1900, quando nove ragazzi hanno dato vita al nostro sogno. Abbiamo trionfato nel 1927, quando grazie all'operato di un grande uomo siamo rimasti in piedi, soli contro tutti, per dire no ad una fusione che invece ha dato vita, a tavolino, alla seconda squadra di Roma. Noi, più in generale, abbiamo vinto nel giorno in cui abbiamo scelto di abbracciare un ideale per non seguire la moda, di essere esemplari rari per camminare da soli, o in buona compagnia, a testa alta guardando con distacco e da lontano il gregge "cesaronico" che da un'ottantina d'anni è comparso nella città di Roma.
Noi siamo Laziali, noi siamo altra gente. Non abbiamo bruchi sul cruscotto da mettere o levare a seconda dei risultati, ma un carattere diverso e due coglioni grossi così, perchè sarebbe stato facile andare dietro alla massa e dicedere di diventare come tutti gli altri. Noi no. Io godevo a scuola quando ero in minoranza. E se il "dibattito" non era almeno uno contro tre nemmeno mi divertivo. E sono convinto che per te vale lo stesso, perchè se sei arrivato a leggere fino a questo punto hai capito benissimo quello che ti voglio dire. Li guardo sorridendo oggi, li guarderò dall'alto in basso anche domenica sera. Hanno una squadra più forte, possono vincere lo scudetto. Non importa. Io ho vinto dalla nascita, noi abbiamo vinto dalla nascita, e basta guardarli festeggiare stasera per rendersene conto. Testa alta e sguardo fiero. Oggi più che mai orgoglioso di essere Laziale. Testa alta e sguardo fiero. Oggi più che mai orgoglioso di non essere come loro.
In giornate come queste mi sento ancora più fiero di essere Laziale. Il telefonino non smette di vibrare, perennemente illuminato da una valanga di messaggi di pseudo tifosi della Roma che fino a due settimane fa probabilmente non sapevano neanche cosa fosse il gioco del calcio. Per strada le borate che si vedono hanno un qualcosa di divertente. Leggo gli sms che mi arrivano, guardo dalla finestra queste scene tristi, eppure perdonatemi ma non riesco ad essere arrabbiato. Mi rode per la situazione. Vorrei una Lazio diversa, vorrei una Lazio più grande, vorrei una Lazio in grado di farmi vibrare il cuore per qualcosa di più importante rispetto ad uno scontro salvezza vinto alla grande in quel di Bologna. Vorrei una Lazio con un altro presidente, vorrei una Lazio in grado di farmi guardare al futuro con ottimismo e non con amarezza, vorrei una Lazio in grado di farmi tornare a sognare e non a pensare che l'anno prossimo sarà probabilmente come questo se non peggio.
Ma guardando loro invece di provare rabbia materializzo sul mio viso l'ombra di un sorriso. Un ghigno beffardo, quasi divertito. Sì, in giornate come questa ringrazio ancor di più mio Padre, il destino e Dio per avermi fatto scegliere questi colori. Per avermi fatto abbracciare un ideale. Per avermi fatto diverso. Non so se migliore o peggiore, semplicemente diverso. Noi siamo un'altra cosa, noi siamo un popolo che c'è stato c'è e ci sarà sempre, in Serie B con nove punti di penalizzazione o nel Principato di Monaco davanti al Manchester degli invicibili. Noi siamo noi. Noi siamo i Laziali. Personaggi strani, quasi incomprensibili per chi non fa parte della nostra stirpe. Noi abbiamo vinto nel 1900, quando nove ragazzi hanno dato vita al nostro sogno. Abbiamo trionfato nel 1927, quando grazie all'operato di un grande uomo siamo rimasti in piedi, soli contro tutti, per dire no ad una fusione che invece ha dato vita, a tavolino, alla seconda squadra di Roma. Noi, più in generale, abbiamo vinto nel giorno in cui abbiamo scelto di abbracciare un ideale per non seguire la moda, di essere esemplari rari per camminare da soli, o in buona compagnia, a testa alta guardando con distacco e da lontano il gregge "cesaronico" che da un'ottantina d'anni è comparso nella città di Roma.
Noi siamo Laziali, noi siamo altra gente. Non abbiamo bruchi sul cruscotto da mettere o levare a seconda dei risultati, ma un carattere diverso e due coglioni grossi così, perchè sarebbe stato facile andare dietro alla massa e dicedere di diventare come tutti gli altri. Noi no. Io godevo a scuola quando ero in minoranza. E se il "dibattito" non era almeno uno contro tre nemmeno mi divertivo. E sono convinto che per te vale lo stesso, perchè se sei arrivato a leggere fino a questo punto hai capito benissimo quello che ti voglio dire. Li guardo sorridendo oggi, li guarderò dall'alto in basso anche domenica sera. Hanno una squadra più forte, possono vincere lo scudetto. Non importa. Io ho vinto dalla nascita, noi abbiamo vinto dalla nascita, e basta guardarli festeggiare stasera per rendersene conto. Testa alta e sguardo fiero. Oggi più che mai orgoglioso di essere Laziale. Testa alta e sguardo fiero. Oggi più che mai orgoglioso di non essere come loro.
giovedì 8 aprile 2010
Legittimo Impedimento: un grave errore!
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato il disegno di legge sul legittimo impedimento il quale prevede uno scudo processuale di 18 mesi per il Presidente del Consiglio e i suoi ministri. Il provvedimento, approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo scorso, entra in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Ovviamente sono soddisfatti governo e maggioranza per la firma del capo dello Stato. Durante l'ufficio di presidenza del Pdl, il presidente Silvio Berlusconi ha voluto ringraziare Napolitano dicendo : "ora avremo tre anni per governare in modo sereno", mentre il ministro Gianfranco Rotondi ha commentato che "Il legittimo impedimento è un atto di giustizia e non di protervia politica".
Altrettanto scontata la violenta reazione contraria del leader dell'IDV Antonio Di Pietro il quale ha lanciato l'idea di un referendum abrogativo per questa legge che a suo parere limita l'ugualianza dei cittadini di fronte alla legge, mentre la reazione del PD è stata decisamente più moderata nei confronti del Capo dello Stato ma altrettanto decisa nei confronti della legge: il partito infatti ha da una parte espresso pieno rispetto per la decisione del Presidente Napolitano ma per bocca del senatore Giuseppe Lumia, responsabile giustizia del PD, ha definito questa legge l'ennesimo provvedimento che prova come il governo e la maggioranza si muovano non nell`interesse degli italiani e delle istituzioni ma solo per difendere il premier dai processi.
Secondo la mia personale opinione, questa legge è stata un grave errore da parte del governo, perchè a parer mio limita eccessivamente l'ugualianza dei cittadini di fronte alla legge rendendo il Presidente del Consiglio e i suoi ministri una specie di "casta nella casta" composta da un insieme di superuomini liberi di agire come vogliono e senza dover tenere conto a nessuno delle loro azioni, anche se sbagliate.
Il mio commento non è particolarmente fantasioso, lo ammetto, ma queste poche parole semplici ed efficaci rendono abbastanza chiara l'idea che non solo io ma molti cittadini italiani eprimono già da ora ed esprimeranno a breve su questa legge, ed aggiungo che mi tocca in parte concordare col le parole del senatore Lumia perchè sono stanco che il governo nazionale da me votato e sostenuto continui a pensare a provvedimenti che riguardano direttamente la fiducia del Presidente Silvio Berlusconi e che sono parecchio distanti dalle esigenze dei cittadini vittime della crisi e che non aspettano altro che chi dovrebbe aiutarli lo faccia veramente e in maniera efficace!
Ritengo che se un uomo di Stato reputa che i suoi guai giudiziari possono essere d'intralcio nel suo lavoro governativo, egli non debba accantonare i processi bensì lasciare i suoi incarichi di rappresentanza (magari a persone che problemi con la legge non ne hanno) e mettersi nelle mani della legge e dei giudici i quali stabiliranno la sua colpevolezza o la sua innocenza... NON IL CONTRARIO! Ho detto un'altra banalità? Beh, vi sfido a dire che sbaglio a dire certe cose!
Ovviamente sono soddisfatti governo e maggioranza per la firma del capo dello Stato. Durante l'ufficio di presidenza del Pdl, il presidente Silvio Berlusconi ha voluto ringraziare Napolitano dicendo : "ora avremo tre anni per governare in modo sereno", mentre il ministro Gianfranco Rotondi ha commentato che "Il legittimo impedimento è un atto di giustizia e non di protervia politica".
Altrettanto scontata la violenta reazione contraria del leader dell'IDV Antonio Di Pietro il quale ha lanciato l'idea di un referendum abrogativo per questa legge che a suo parere limita l'ugualianza dei cittadini di fronte alla legge, mentre la reazione del PD è stata decisamente più moderata nei confronti del Capo dello Stato ma altrettanto decisa nei confronti della legge: il partito infatti ha da una parte espresso pieno rispetto per la decisione del Presidente Napolitano ma per bocca del senatore Giuseppe Lumia, responsabile giustizia del PD, ha definito questa legge l'ennesimo provvedimento che prova come il governo e la maggioranza si muovano non nell`interesse degli italiani e delle istituzioni ma solo per difendere il premier dai processi.
Secondo la mia personale opinione, questa legge è stata un grave errore da parte del governo, perchè a parer mio limita eccessivamente l'ugualianza dei cittadini di fronte alla legge rendendo il Presidente del Consiglio e i suoi ministri una specie di "casta nella casta" composta da un insieme di superuomini liberi di agire come vogliono e senza dover tenere conto a nessuno delle loro azioni, anche se sbagliate.
Il mio commento non è particolarmente fantasioso, lo ammetto, ma queste poche parole semplici ed efficaci rendono abbastanza chiara l'idea che non solo io ma molti cittadini italiani eprimono già da ora ed esprimeranno a breve su questa legge, ed aggiungo che mi tocca in parte concordare col le parole del senatore Lumia perchè sono stanco che il governo nazionale da me votato e sostenuto continui a pensare a provvedimenti che riguardano direttamente la fiducia del Presidente Silvio Berlusconi e che sono parecchio distanti dalle esigenze dei cittadini vittime della crisi e che non aspettano altro che chi dovrebbe aiutarli lo faccia veramente e in maniera efficace!
Ritengo che se un uomo di Stato reputa che i suoi guai giudiziari possono essere d'intralcio nel suo lavoro governativo, egli non debba accantonare i processi bensì lasciare i suoi incarichi di rappresentanza (magari a persone che problemi con la legge non ne hanno) e mettersi nelle mani della legge e dei giudici i quali stabiliranno la sua colpevolezza o la sua innocenza... NON IL CONTRARIO! Ho detto un'altra banalità? Beh, vi sfido a dire che sbaglio a dire certe cose!
martedì 30 marzo 2010
Vince Berlusconi, vince Bossi, ma sopratutto vince la destra
Queste elezioni regionali sono state un autentico trionfo per la coalizione di centrodestra, la quale oltre a riconfermarsi con un autentico plebiscito in Lombardia e Veneto, ha conquistato regioni da anni sotto l'amministrazione di centrosinistra come la Calabria, la Campania e il Piemonte e si è ripresa il Lazio dopo 5 anni di governo Marrazzo grazie alla brillante candidatura di Renata Polverini.
La prima cosa che salta all'occhio è la definitiva consacrazione della Lega come primo partito del nord, fattore che nelle ultime ore sta dando modo agli sconsolati della sinistra di poter tentare di intaccare le gioie dell'elettorato di destra sostenendo che c'è poco che da star contenti per il fatto che il principale partito di governo sia ormai ostaggio di un così scomodo ed ingombrante avversario.
Purtroppo tali soggetti fanno finta di non vedere che queste elezioni non sono altro che un premio a tutta la coalizione di governo, perchè se è vero che la grande affermazione del Lombardo-Veneto e la conquista del Piemonte sono avvenute grazie al pieno di voti portati dalle camicie verdi, nelle 4 regioni conquistate al centrosud precedentemente elencate non si può certo parlare di Lega Nord! Se davvero questo successo fosse unicamente da imputare al partito di Bossi non so propio in che modo può essere stata conquistata la regione della Capitale d'Italia, della capitale dei terroni (pero che tutti colgano l'ironia di questa mia affermazione essendo io stesso di origini meridionali) e della punta dello stivale!
Immagino che molte persone che negli ultimi giorni sono state portare agli onori della cronaca stiano rodendo non poco: sto parlando per esempio della compagnia di Michele Santoro la quale pochi giorni fa attraverso la trasmissione-manifestazione Raiperunanotte ha tentato in extremis di spostare il vento dell'elettorato politico ponendosi come vittime di un regime il quale non deve essere assolutamente foraggiato dando il voto al centrodestra... come si faccia a dare il voto a qualcuno durante un regime dittatoriale ancora devono spiegarcelo.
Purtoppo questa gente ha commesso il grave errore di considerare centrodestra solo ciò che riguarda Berlusconi ed Umberto Bossi, nessuno si è ricordato (o nessuno si è voluto ricordare) che nel centrodestra ci siamo anche noi ex AN i quali abbiamo portato la Polverini alla conquista del Lazio e Scopellitti alla conquista della Calabria e non possiamo dimenticare che qui in provincia di Vicenza, nonostante l'onda anomala verde, siamo riusciti a confermare in consiglio regionale l'ex assessore all'istruzione Elena Donazzan con fagotto gonfio di 22131 voti! Stiamo parlando di quella VERA destra fatta di militanza, idee, progetti, valori, politica di strada tra la gente con volantinaggi e attacchinaggi anche sotto la neve, molto al di fuori dei concetti di ignoranza, razzismo, leggi ad personam e di lobotomia mediatica tanto cari ai "santorini" fermamente convinti che il centrodestra, TUTTO il centrodestra sia derivante e dipendente da tali fenomeni!
Parlando della crisi della sinistra, penso sia evidente l'eccessivo spezzettamento dei voti antiberlusconiani (il vero motore degli pseudo progressisti) tra un Partito Democratico in caduta libera, l'Italia dei Valori, la federazione della sinistra, sinistra e libertà e i Movimenti a 5 stelle di Beppe Grillo che hanno avuto una grande affermazione per esempio in Piemonte ed Emilia Romagna, successo del quale (a detta del Fatto Quotidiano) nessuno vuole parlare ma che ha contribuito decisamente alla disfatta delle armate rossoviola!
Infine verognoso l'atteggiamento dei soliti sinistri i quali nei social network cominciano a lagnarsi che non siamo in un paese normale, che siamo tutti stupidi, che guardiamo le televisioni di Silvio ecc... insomma... sempre la solita storia che sono ormai stufo di raccontare!
La prima cosa che salta all'occhio è la definitiva consacrazione della Lega come primo partito del nord, fattore che nelle ultime ore sta dando modo agli sconsolati della sinistra di poter tentare di intaccare le gioie dell'elettorato di destra sostenendo che c'è poco che da star contenti per il fatto che il principale partito di governo sia ormai ostaggio di un così scomodo ed ingombrante avversario.
Purtroppo tali soggetti fanno finta di non vedere che queste elezioni non sono altro che un premio a tutta la coalizione di governo, perchè se è vero che la grande affermazione del Lombardo-Veneto e la conquista del Piemonte sono avvenute grazie al pieno di voti portati dalle camicie verdi, nelle 4 regioni conquistate al centrosud precedentemente elencate non si può certo parlare di Lega Nord! Se davvero questo successo fosse unicamente da imputare al partito di Bossi non so propio in che modo può essere stata conquistata la regione della Capitale d'Italia, della capitale dei terroni (pero che tutti colgano l'ironia di questa mia affermazione essendo io stesso di origini meridionali) e della punta dello stivale!
Immagino che molte persone che negli ultimi giorni sono state portare agli onori della cronaca stiano rodendo non poco: sto parlando per esempio della compagnia di Michele Santoro la quale pochi giorni fa attraverso la trasmissione-manifestazione Raiperunanotte ha tentato in extremis di spostare il vento dell'elettorato politico ponendosi come vittime di un regime il quale non deve essere assolutamente foraggiato dando il voto al centrodestra... come si faccia a dare il voto a qualcuno durante un regime dittatoriale ancora devono spiegarcelo.
Purtoppo questa gente ha commesso il grave errore di considerare centrodestra solo ciò che riguarda Berlusconi ed Umberto Bossi, nessuno si è ricordato (o nessuno si è voluto ricordare) che nel centrodestra ci siamo anche noi ex AN i quali abbiamo portato la Polverini alla conquista del Lazio e Scopellitti alla conquista della Calabria e non possiamo dimenticare che qui in provincia di Vicenza, nonostante l'onda anomala verde, siamo riusciti a confermare in consiglio regionale l'ex assessore all'istruzione Elena Donazzan con fagotto gonfio di 22131 voti! Stiamo parlando di quella VERA destra fatta di militanza, idee, progetti, valori, politica di strada tra la gente con volantinaggi e attacchinaggi anche sotto la neve, molto al di fuori dei concetti di ignoranza, razzismo, leggi ad personam e di lobotomia mediatica tanto cari ai "santorini" fermamente convinti che il centrodestra, TUTTO il centrodestra sia derivante e dipendente da tali fenomeni!
Parlando della crisi della sinistra, penso sia evidente l'eccessivo spezzettamento dei voti antiberlusconiani (il vero motore degli pseudo progressisti) tra un Partito Democratico in caduta libera, l'Italia dei Valori, la federazione della sinistra, sinistra e libertà e i Movimenti a 5 stelle di Beppe Grillo che hanno avuto una grande affermazione per esempio in Piemonte ed Emilia Romagna, successo del quale (a detta del Fatto Quotidiano) nessuno vuole parlare ma che ha contribuito decisamente alla disfatta delle armate rossoviola!
Infine verognoso l'atteggiamento dei soliti sinistri i quali nei social network cominciano a lagnarsi che non siamo in un paese normale, che siamo tutti stupidi, che guardiamo le televisioni di Silvio ecc... insomma... sempre la solita storia che sono ormai stufo di raccontare!
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lunedì 29 marzo 2010
Raffaele Lombardo indagato per mafia... Dimissioni subito!
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo risulta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito di un'inchiesta nel quale sono coinvolti anche suo fratello Angelo deputato del Movimento per le Autonomie, il deputato regionale Udc Fausto Fagone e vari amministratori locali della provincia di Catania.
Alla base delle indagini ci sarebbero delle intercettazioni ambientali fatte dai carabinieri e dichiarazioni di un pentito. Nelle tremila pagine del rapporto ci sarebbero le prove dei rapporti dei fratelli Lombardo con il boss catanese Vincenzo Aiello indicato come uno dei capomafia più vicini al capo dei capi di Catania Benedetto Santapaola. Nelle intercettazioni compaiono dure critiche del boss nei confronti di Lombardo per avere voluto in giunta il magistrato antimafia Massimo Russo e Caterina Chinnici figlia di Rocco, capo dell'ufficio istruzione di Palermo ucciso dalla mafia nel 1983.
Adesso io non mi voglio mettere a dire che è tutto vero a prescindere, le indagini sono in corso e finchè non viene emessa sentenza definitiva nessuno può essere definito colpevole, ma personalmente gradirei le sue dimissioni sia perchè come ben sapete ci tengo molto all'onore della mia parte politica, dell'Italia e di una Sicilia infinitamente bisognosa di un governo pulito che la risollevi dai suoi problemi secolari, ma sopratutto per questo discorso fatto da Paolo Borsellino a Bassano del Grappa nel quale sostiene che un politico non basta che sia assolto da processi di mafia per assenza di prove o motivi particolari, bensì deve essere completamente al di sopra di ogni sospetto! A me potete pure dar torto, al giudice Borsellino no!
Alla base delle indagini ci sarebbero delle intercettazioni ambientali fatte dai carabinieri e dichiarazioni di un pentito. Nelle tremila pagine del rapporto ci sarebbero le prove dei rapporti dei fratelli Lombardo con il boss catanese Vincenzo Aiello indicato come uno dei capomafia più vicini al capo dei capi di Catania Benedetto Santapaola. Nelle intercettazioni compaiono dure critiche del boss nei confronti di Lombardo per avere voluto in giunta il magistrato antimafia Massimo Russo e Caterina Chinnici figlia di Rocco, capo dell'ufficio istruzione di Palermo ucciso dalla mafia nel 1983.
Adesso io non mi voglio mettere a dire che è tutto vero a prescindere, le indagini sono in corso e finchè non viene emessa sentenza definitiva nessuno può essere definito colpevole, ma personalmente gradirei le sue dimissioni sia perchè come ben sapete ci tengo molto all'onore della mia parte politica, dell'Italia e di una Sicilia infinitamente bisognosa di un governo pulito che la risollevi dai suoi problemi secolari, ma sopratutto per questo discorso fatto da Paolo Borsellino a Bassano del Grappa nel quale sostiene che un politico non basta che sia assolto da processi di mafia per assenza di prove o motivi particolari, bensì deve essere completamente al di sopra di ogni sospetto! A me potete pure dar torto, al giudice Borsellino no!
venerdì 26 marzo 2010
Raiperunanotte: messaggi pericolosi!
Ieri sera, spiazzando la quasi totalità dei miei conoscenti, ho deciso di seguire attraverso la diretta streaming la manifestazione indetta da Michele Santoro, la sua cricca e il sindacato dei giornalisti contro la censura imposta dalla Rai per la par condicio durante il periodo antecedente le elezioni regionali previste tra una settimana in gran parte delle regioni italiane a statuto ordinario.
Personalmente trovo superfluo dare un opinione sui motivi della manifestazione e sui contenuti in essa riportati, ho sempre portato avanti l'idea di un modello di destra alternativa al modello berlusconiano e fedele alla sua storia e dei suoi valori, aperta al dibattito politico e che ponga al centro della sua azione di governo gli interessi e il benessere del popolo italiano e non di pochi soggetti; in conclusione sono favorevole ad ogni manifestazione di democrazia partecipativa e alla libertà d'informazione (io stesso gestisco questo blog senza padroni) anche se trovo esagerate certe grida che ultimamente parlano di regime visto che non mi sembra che ci siano incarcerazioni di massa o condanne a morte!
Vorrei però porre l'accento su due momenti della trasmissione che mi hanno colpito particolarmente: l'intervento del regista Mario Monicelli e quello del comico Daniele Luttazzi. Partendo dal regista fiorentino, egli ha sostenuto che l'unica soluzione ai problemi dell'Italia è solo la rivoluzione, e in trasmissione questa teoria è stata portata avanti da Michele Santoro il quale è stato successivamente (e per fortuna) stoppato da Giovanni Floris! Venendo al comico romagnolo, alla fine del suo intervento divertente ma scurrile (non voglio polemizzare sulla moralità dell'intervento, non sono così bacchettone), ha riportato l'affermazione di un poeta o filosofo latino (ammetto la mia ignoranza riguardo la storia classica) in base alla quale odiare un mascalzone è cosa buona e giusta.
Chiaramente non voglio pensare che parlassero di un'insurrezione armata contro Berlusconi e il suo governo di centrodestra (anche se credo proprio che non gli dispiacerebbe) però ho dei seri dubbi su come certe persone possono cogliere messaggi contenenti termini forti come "odio" o "rivoluzione": immaginatevi una persona di indole violenta, arrogante, intollerante che mossa da tali messaggi si sia decisa a scagliarsi contro un sistema che reputa nemico e comincia a fare del male a persone che non centrano nulla con tutto questo... non trovate che sia un gioco pericoloso far leva su sensazioni forti per squotere le coscienze contro un avversario politico? Solitamente il connubio tra le parole "odio" e "rivoluzione" significa armi, sangue e morti; come si fa a non pensare che con la manifestazione di ieri non si sia rischiato di innescare un nuovo periodo di forte scontro sociale e politico?
Personalmente trovo superfluo dare un opinione sui motivi della manifestazione e sui contenuti in essa riportati, ho sempre portato avanti l'idea di un modello di destra alternativa al modello berlusconiano e fedele alla sua storia e dei suoi valori, aperta al dibattito politico e che ponga al centro della sua azione di governo gli interessi e il benessere del popolo italiano e non di pochi soggetti; in conclusione sono favorevole ad ogni manifestazione di democrazia partecipativa e alla libertà d'informazione (io stesso gestisco questo blog senza padroni) anche se trovo esagerate certe grida che ultimamente parlano di regime visto che non mi sembra che ci siano incarcerazioni di massa o condanne a morte!
Vorrei però porre l'accento su due momenti della trasmissione che mi hanno colpito particolarmente: l'intervento del regista Mario Monicelli e quello del comico Daniele Luttazzi. Partendo dal regista fiorentino, egli ha sostenuto che l'unica soluzione ai problemi dell'Italia è solo la rivoluzione, e in trasmissione questa teoria è stata portata avanti da Michele Santoro il quale è stato successivamente (e per fortuna) stoppato da Giovanni Floris! Venendo al comico romagnolo, alla fine del suo intervento divertente ma scurrile (non voglio polemizzare sulla moralità dell'intervento, non sono così bacchettone), ha riportato l'affermazione di un poeta o filosofo latino (ammetto la mia ignoranza riguardo la storia classica) in base alla quale odiare un mascalzone è cosa buona e giusta.
Chiaramente non voglio pensare che parlassero di un'insurrezione armata contro Berlusconi e il suo governo di centrodestra (anche se credo proprio che non gli dispiacerebbe) però ho dei seri dubbi su come certe persone possono cogliere messaggi contenenti termini forti come "odio" o "rivoluzione": immaginatevi una persona di indole violenta, arrogante, intollerante che mossa da tali messaggi si sia decisa a scagliarsi contro un sistema che reputa nemico e comincia a fare del male a persone che non centrano nulla con tutto questo... non trovate che sia un gioco pericoloso far leva su sensazioni forti per squotere le coscienze contro un avversario politico? Solitamente il connubio tra le parole "odio" e "rivoluzione" significa armi, sangue e morti; come si fa a non pensare che con la manifestazione di ieri non si sia rischiato di innescare un nuovo periodo di forte scontro sociale e politico?
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giovedì 25 marzo 2010
Quel maledetto striscione...
Molta gente, durante la manifestazione del centrodestra convocata per sabato scorso in piazza San Giovanni a Roma, ha notato questo striscione esposto da alcuni ragazzi dove compaiono i fotomontaggi di Antonio Di Pietro, Emma Bonino e Paolo Borsellino raffigurati come "tarocchi" e di conseguenza indicati come figure contestabili del panorama politico italiano.
Benchè concordi nella dura polemica ad indirizzo di Di Pietro e la Bonino, da sempre fenomeni di odio ed intolleranza politica nei confronti di tutto il centrodestra, sono disgustato, sbigottito e frastornato per l'utilizzo dell'immagine del giudice Paolo Borsellino!
Non voglio perdermi in eccessivi giri di parole e di conseguenza userò un tono decisamente polemico e poco giornalistico per esporre la mia idea, ma io mi chiedo cosa cazzo sia passato per la testa di questi quattro rincoglioniti per scegliere come simbolo della cattiva gestione della giustizia italiana l'immagine di un eroe morto con onore per aver combattuto apertamente quel cancro da sempre radicato nel nostro paese e che rovina l'immagine e il buon nome della nostra Patria nel mondo!
Spero vivamente che questi ragazzi rivelino presto la loro identità e che chiedano scusa per questa scandalosa allegoria, perchè non posso tollerare che delle persone che magari siano cosi attive e solerti nel voler rivalutare l'immagine del delinquente Craxi siano così crudeli nello sputtanare un uomo buono, giusto, libero e dedito alla giustizia!
E queste scuse non le chiedo solo da italiano, ma ancha da militante di destra il quale vede il proprio universo politico rovinato da personaggi che dovrebbero essere compagni di lotta e di ideali ma che invece hanno contribuito a dare una cattiva idea del nobile mondo della militanza di destra fatto di ideali, valori, impegno personale, spirito di sacrificio e amore per la Patria; tutti valori che il giudice poneva alla base della sua azione tragicamente interrotta dalla sua morte.
Rispondetemi vi prego: perche noi della destra dovremo avere risentimento nei suoi confronti? Perchè non dovremo onorare la sua persona, la sua storia e il suo lavoro? Perchè non ci ricordiamo del suo passato missino che dovrebbe farci sentire tutti suoi figli?
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