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venerdì 23 aprile 2010

Io sto con Fini

Sarò breve e chiaro. Nella guerrà interna che in questi giorni sta lacerando il Popolo della Libertà, prinicipale partito nazionale che io voto, sostengo e nel quale milito, io sto dalla parte di Gianfranco Fini.
Sto con Fini perchè sono stanco di un partito dove decida tutto una sola persona, dove tutto è stabilito dall'alto, dove l'elettorato e la militanza non sono coinvolti ma considerati unicamente come un serbatoio di voti, dove chi non è d'accordo col grande capo viene cacciato in pochi istanti (dopo un lungo e brutale attacco mediatico da parte dei giornali e le televisioni di proprietà di Berlusconi), dove tutto il suo programma politico è incentrato sui problemi del suo leader e non su quelli del popolo italiano!
Reputo assurdo che il principale partito nazionale abbia un agenda politica dettata dal sempre più ingombrante alleato della Lega, che obbedisca a tutto quello che i signori in camicia verde ordinano, anche nelle circostanze più becere dove ci sono di mezzo bambini da nutrire (Adro) o da seppellire nei cimiteri (Udine), oppure quando si vuole far si che i medici denuncino i clandestini che si recano da loro per curarsi togliendo così il diritto alla salute che deve essere riconosciuto a qualsiasi essere umano! In queste ultime settimane sono arrivati addirittura a chiedere il sindaco di Milano e la candidatura del premier alle elezioni politiche del 2013 e questo è inaccettabile! Fini ha detto che non possiamo sottostare continuamente alla Lega, non dobbiamo farci sorpassare da loro su quelle battaglie che hanno sempre caratterizzato l'azione politica della destra come la sicurezza delle nostre città e la salvaguardia della nostra cultura nazionale, il PDL non parla più di queste cose da secoli ed è anche grazie a questo che la Lega ci ha rosicchiato sempre più voti fino a scavalcarci al nord... tanto ormai parliamo solo di Berlusconi e di come risolvere i suoi problemi!
Sto con Fini perchè voglio un partito pluralista, dove si affrontino i problemi del paese, dove si lavori per la gente, dove si cerchi e si offra all'elettorato un modello alternativo alla Lega la quale deve essere condiderata un alleato con cui cooperare con un programma comune e non come il nostro padrone, da contrastare se necessario nelle sue (frequenti) crociate populiste e totalmente senza senso! Sto con Fini perchè condivido il progetto di una destra moderna, pulita, onesta ed europea!
I suoi strappi col passato sono stati bocconi amari anche per me, però sinceramente allo stato attuale non vedo nessuno al di fuori di lui che possa gestire il partito in maniera alternativa a Berlusconi e alla sua concezione troppo cesaristica del potere, e sinceramente non sarebbe nemmeno una brutta cosa se rivalutasse il suo passato o almeno parte di esso perchè purtroppo nei confronti di noi militanti, la figura del traditore l'ha fatta da molto tempo!


sabato 17 aprile 2010

Confini di Marco Travaglio

Pur nella sfiga generale, gli elettori di centrodestra sono un filo meno sfigati di quelli di centrosinistra. Chi ama Berlusconi se lo tiene. Chi non lo ama vota Bossi. Chi non ama né Berlusconi né Bossi spera in Fini. Chi non ama né Berlusconi, né Bossi, né Fini, spera in Casini. In mancanza di un’alternativa credibile, il centrodestra s’è dato una struttura che contiene in sé un’ampia gamma di opzioni possibili: quella plebiscitaria, quella federal-separatista-xenofoba, quella nazional-repubblicana, quella gatto anzi cattopardesca. Dall’altra parte invece soltanto un campo di Agramante dove, per non scontentare nessuna identità, non c’è più alcuna identità. A parte quella di Di Pietro, che però stenta a uscire dall’orticello dell’Idv per parlare a tutto il centrosinistra. Tant’è che molti, nel centrosinistra, si son ridotti a sperare in Fini. Il quale, intendiamoci, è e resta una speranza. Per diventare o ridiventare una democrazia, l’Italia ha bisogno come del pane di un centrodestra normale, che faccia politica e non affari o reati, e Fini gli somiglia parecchio. Chissà che, mollando gli ormeggi da Arcore, non aiuti la nascita di un centrosinistra normale. Senza più Berlusconi a tenerlo in vita artificialmente, quel carrello di bolliti che è il Politburo del Pd potrebbe finalmente estinguersi e fare spazio a qualcosa di meno fossile. Hanno però ragione Flores d’Arcais e Galli della Loggia quando imputano a Fini di non aver ancora esplicitato chiaramente in che cosa consiste la sua Destra. Col rischio di prestare il fianco ai manganelli mediatici del Caimano, già da mesi impegnati a dipingerlo come un traditore succube delle “sinistre” e animato da sete di potere. Si tratta di calunnie, ovvio, ma nel regime mediatico non conta ciò che è vero. Conta ciò che “passa” dai media all’opinione pubblica. E i media sappiamo in che mani sono. Finora Fini s’è smarcato da Berlusconi su questioni cruciali e sacrosante, ma poco sentite dagli elettori di destra: fecondazione assistita, diritti degli immigrati e dei “diversi”, laicità, difesa delle istituzioni e della Costituzione. Sulle due ragioni sociali della politica berlusconiana – guerra alla libera informazione e alla magistratura indipendente – ha detto cose giuste, ma troppo balbettate. Soprattutto in occasione delle leggi vergogna, contestate a mezza bocca ma poi sempre votate. Sappiamo bene che non dipende da questioni ideali o programmatiche la fuga di molti (ex?) finiani da Fini nel momento del divorzio da B.: chi sta col padrone d’Italia ha soldi facili, poltrone a volontà, comparsate televisive e soffietti sulla stampa amica (cioè quasi tutta). Ma se Fini uscisse allo scoperto sventolando le bandiere della libera informazione e della legalità contro mafie, corruzione ed evasione fiscale potrebbe attrarre, o almeno far riflettere, molti elettori di centrodestra e, di riflesso, molti eletti. Le questioni sono caldissime. La critica ai cordoni stretti di Tremonti sarebbe più efficace se unita a un grande piano contro corrotti ed evasori, che consentirebbe di recuperare enormi risorse da destinare alle vittime della crisi (chi ha perso il lavoro e chi paga troppe tasse al posto di chi non le paga). Un codice etico per i partiti e i politici, che faccia finalmente piazza pulita dei condannati e dei compromessi (ieri il pg di Palermo ha chiesto 11 anni di carcere in appello contro Dell’Utri per mafia), rinverdirebbe la nobile tradizione della destra legalitaria in cui si riconobbero, in anni lontani, Ambrosoli e Borsellino. L’altro giorno Fini ha chiamato Gino Strada per parlare dei tre volontari arrestati-rapiti dalla polizia segreta di Kabul. La difesa dei “nostri ragazzi” impegnati sui fronti di guerra non può limitarsi al saluto militare. Visto che il governo traccheggia, il presidente della Camera potrebbe raccogliere l’idea semplice e chiara di Di Pietro: o il presidente fantoccio di Karzai ci restituisce subito i nostri connazionali, oppure le nostre truppe lasciano l’Afghanistan. L’orgoglio nazionale si difende anche così. Da destra.

Fonte articolo 'Il Fatto Quotidiano'


giovedì 8 aprile 2010

Legittimo Impedimento: un grave errore!

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato il disegno di legge sul legittimo impedimento il quale prevede uno scudo processuale di 18 mesi per il Presidente del Consiglio e i suoi ministri. Il provvedimento, approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo scorso, entra in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Ovviamente sono soddisfatti governo e maggioranza per la firma del capo dello Stato. Durante l'ufficio di presidenza del Pdl, il presidente Silvio Berlusconi ha voluto ringraziare Napolitano dicendo : "ora avremo tre anni per governare in modo sereno", mentre il ministro Gianfranco Rotondi ha commentato che "Il legittimo impedimento è un atto di giustizia e non di protervia politica".
Altrettanto scontata la violenta reazione contraria del leader dell'IDV Antonio Di Pietro il quale ha lanciato l'idea di un referendum abrogativo per questa legge che a suo parere limita l'ugualianza dei cittadini di fronte alla legge, mentre la reazione del PD è stata decisamente più moderata nei confronti del Capo dello Stato ma altrettanto decisa nei confronti della legge: il partito infatti ha da una parte espresso pieno rispetto per la decisione del Presidente Napolitano ma per bocca del senatore Giuseppe Lumia, responsabile giustizia del PD, ha definito questa legge l'ennesimo provvedimento che prova come il governo e la maggioranza si muovano non nell`interesse degli italiani e delle istituzioni ma solo per difendere il premier dai processi.
Secondo la mia personale opinione, questa legge è stata un grave errore da parte del governo, perchè a parer mio limita eccessivamente l'ugualianza dei cittadini di fronte alla legge rendendo il Presidente del Consiglio e i suoi ministri una specie di "casta nella casta" composta da un insieme di superuomini liberi di agire come vogliono e senza dover tenere conto a nessuno delle loro azioni, anche se sbagliate.
Il mio commento non è particolarmente fantasioso, lo ammetto, ma queste poche parole semplici ed efficaci rendono abbastanza chiara l'idea che non solo io ma molti cittadini italiani eprimono già da ora ed esprimeranno a breve su questa legge, ed aggiungo che mi tocca in parte concordare col le parole del senatore Lumia perchè sono stanco che il governo nazionale da me votato e sostenuto continui a pensare a provvedimenti che riguardano direttamente la fiducia del Presidente Silvio Berlusconi e che sono parecchio distanti dalle esigenze dei cittadini vittime della crisi e che non aspettano altro che chi dovrebbe aiutarli lo faccia veramente e in maniera efficace!
Ritengo che se un uomo di Stato reputa che i suoi guai giudiziari possono essere d'intralcio nel suo lavoro governativo, egli non debba accantonare i processi bensì lasciare i suoi incarichi di rappresentanza (magari a persone che problemi con la legge non ne hanno) e mettersi nelle mani della legge e dei giudici i quali stabiliranno la sua colpevolezza o la sua innocenza... NON IL CONTRARIO! Ho detto un'altra banalità? Beh, vi sfido a dire che sbaglio a dire certe cose!