lunedì 9 novembre 2009

Berlino 1989 - 2009



com'è possibile che dopo 20 anni queste immagini non vi hanno fatto ancora capire che vivete nel torto e che la vostra folle ideologia è sbagliata?

domenica 8 novembre 2009

Gianfranco Fini: luci, ombre, speranze

Per la mia seconda collaborazione con il blog "La Voce 2009" intendo dare la mia opinione riguardo una figura politica che ultimamente fa sempre più parlare di se per le sue prese di posizione: il Presidente della Camera Gianfranco Fini.
E' evidente a tutti che ormai il PDL è diviso tra coloro che seguono le disposizioni e la linea politica del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e chi invece prende provvedimenti, iniziative e rilascia dichiarazioni che contrastano non poco con quella che è la linea politica del Governo stabilita da Berlusconi stesso, e Fini è colui che finora si è maggiormente distinto in questa linea di condotta: sempre più spesso, infatti, sentiamo ai telegiornali di suoi appelli volti a far si che l'azione di Governo sia più efficace nei fatti e meno demagogica, che i rappresentanti dei cittadini manifestino comportamenti più seri e rispettosi nei confronti della pubblica morale (la sua fondazione FareFuturo si oppose fermamente alle candidature di showgirl alle elezioni europee), che nel PDL ci sia maggior dibattito interno e a coinvolgere maggiormente le opposizioni per trovare soluzioni condivise ai problemi dell'Italia. Di generare una destra più moderna ed europea insomma, suscitando reazioni molto positive nell'opposizione di centrosinistra.
Personalmente approvo in pieno questo modo di intendere la politica; infatti come spiegato nel mio precedente articolo, se provassi a immaginare come sarebbe la mia azione di governo se fossi un addetto ai lavori, sicuramente avrei un approccio molto simile a quello promosso da Fini e considerevolmente discorde con lo stile berlusconiano: lavorare per la Patria e non per il mio tornaconto, maggiore coinvolgimento dell'opposizione, serietà istituzionale nelle apparizioni pubbliche, candidature di persone con valori, idee e capacità di metterle in atto ed infine maggiore dibattito interno nel mio partito.
Purtroppo però ho dovuto appurare che questo nuovo approccio di intendere la politica è fortemente osteggiato dalla componente berlusconiana ancora maggioritaria nel PDL e dai media che ad essa fanno riferimento: ogni giorno sfoglio Il Giornale ed ogni giorno mi tocca leggere feroci attacchi contro Fini e coloro che gli sono politicamente vicino "colpevoli" a dir loro di tradire il mandato degli elettori e addirittura di "tramare nell'ombra" contro Berlusconi al fine di rimuoverlo dall'incarico e prenderne il posto... assurdo!
Ogni tentativo di pensiero indipendente in area PDL viene immediatamente soffocato, represso, aggredito e questo non posso certo sopportarlo.
A mio parere, la classe dirigente del PDL dovrebbe presto rinnovarsi e ritengo che Fini sia l'unica persona all'interno del partito che può prenderne il comando nel dopo-Berlusconi ed essere il prossimo candidato del centrodestra alle elezioni politiche anche se di recente il bravo Gianfranco ha fatto affermazioni che hanno lasciato di stucco il sottoscritto e l'intero popolo della destra italiana il quale, dalla morte di Almirante, l'ha seguito con tanta fiducia e tanta stima nelle varie fasi di crescita della nostra area politica: la totale abiura del fascismo la quale reputo un errore perché è giusto riconoscere gli sbagli della propria storia ma è sbagliato rinnegarla completamente, la sua proposta di facilitare l'ottenimento di un concetto a noi sacro come la cittadinanza italiana agli extracomunitari (anche se non obietto sulla possibilità di farli votare alle elezioni amministrative), l'iniziativa di introdurre lo studio del Corano a scuola e la sua nuova visione etico-politica della vita troppo laicista (non laica!) e materiale per quella che è la tradizione di pensiero tradizionalmente spirituale della destra sociale italiana.
Se dovesse effettivamente ottenere la candidatura, spero che nella realizzazione del suo programma di governo metta davvero in pratica i suoi concetti di democrazia interna e di conseguenza torni ad applicare quelli che finora sono stati i veri valori di destra da applicare in determinate circostanze, o che almeno trovi soluzioni di compromesso.
Sarebbe per me interessante notare quale sarà l'approccio dell'opposizione di fronte ad un avversario senza conflitti d'interesse, giornali, televisioni e processi... un avversario che non può delegittimare in nessun modo...


giovedì 5 novembre 2009

Il mio messaggio in Facebook a Salvatore Borsellino

Presento a tutti voi il mio commento al link postato in Facebook da Salvatore Borsellino nel quale rendeva pubbliche le 10 domande che il Popolo delle Agende Rosse voleva sottoporre a Gasparri.

"ecco Gasparri e Barbareschi, due che si impegnano a rovinare ulteriormente il buon nome della destra e la sua nobile tradizione che ogni giorno, nel mio piccolo, devo sempre tentare di salvare! cmq ho letto il foglio delle 10 domande del popolo delle agende rosse a Gasparri e provo a rispondere io per lui: no a tutte e 10! ma purtroppo non sono un pezzo grosso del PDL, ma solo un semplice militante... se ci fossi stato io però le cose sarebbero andate molto diversamente... e non solo in quella conferenza ma in tutta la politica italiana... la destra non sono loro!"


martedì 27 ottobre 2009

La mia destra: buona, giusta, onesta, moderna, europea

Ecco riportato un mio articolo creato per un blog amico:

Buongiorno a tutti, mi presento: mi chiamo Giuseppe, ho 24 anni e sono di Vicenza. Ringrazio Martina per avermi concesso l'occasione di intervenire in questo blog con un articolo nel quale intendo descrivere quella che è la mia visione della destra, concetto il quale ultimamente è legato a partiti o persone decisamente inaffidabili i quali hanno fatto si che la reputazione di noi elettori e militanti venga compromessa, agli occhi di una certa parte dell'opinione pubblica.
Io sono di destra, militante della comunità locale della Giovane Italia (prima della confluenza nel Popolo della Libertà appartenevo ad Azione Giovani) e non lo sono diventato per seguire una moda, ne per odio verso un gruppo etnico o tutto ciò che non è italiano, non lo sono diventato perché sono di buona famiglia e voglio marcare le mie differenze sociali nei confronti di chi è meno fortunato (cosa che non può essere perché entrambi i miei genitori sono dipendenti statali e viviamo in un appartamento in periferia a Vicenza) e nemmeno perché sogno che compaia un nuovo Benito Mussolini.
Ciò che mi ha portato a questa scelta politica è stata la condivisione per determinati valori che a sinistra non solo non sono affatto contemplati ma addirittura osteggiati: per esempio l'amore per la patria, per l'identità, per le tradizioni, la lealtà, l'amicizia e l'onore; valori che spesso e volentieri sono additati come fascisti o superati, che danno modo ai nostri detrattori di delegittimarci come soggetti pericolosi, violenti e retrogradi che mascherano come valori l'odio per il diverso e la sua distruzione fisica.
Questo è solo uno dei tanti stereotipi che ogni giorno mi tocca sopportare, e ogni tanto mi viene da pensare che la mia scelta è stata decisamente coraggiosa, perché essere di destra, purtroppo, ti rende antipatico a chiunque la pensi diversamente da te: appena ti dichiari tale vieni immediatamente ricollegato a universi che di positività ne ispirano decisamente poca: come per esempio Berlusconi con la sua vita privata, i suoi presunti affari sporchi e la sua politica ad personam, la Lega Nord col suo populismo razzista non solo verso coloro che non sono italiani ma anche verso chi non è del nord (essendo di Vicenza ci sono cresciuto in mezzo a loro e li conosco meglio di qualsiasi osservatore politico di altre provenienze) e l'estrema destra delle teste rasate, che vanno in giro per le città lasciandosi spesso andare in atti di violenza fini a se stessi.
Se devo essere sincero io non centro niente con nessuna di queste cose: non sono di estrema destra, sono una persona pacifica, gelosa dell'identità della propria Patria ma al contempo rispettosa degli altri popoli e le altre culture. Ho rifiutato la svolta antifascista di Fini però non mi definisco fascista perché riconosco e rispetto i valori del pluralismo e della democrazia; il fascismo non è stato niente di tutto questo.
Per quanto riguarda Berlusconi, il discorso è molto più lungo e variegato: inizialmente lo stimavo ma nel corso del tempo le cose cambiate molto rapidamente, ma nonostante questo non ho alcuna intenzione di abbandonare la militanza presso i giovani del Popolo della Libertà che ho recentemente iniziato perché non trovo giusto venir meno a un impegno preso con me stesso solo per il fatto colui che dovrebbe rappresentarmi mi sta deludendo sempre di più dal punto di vista politico e umano!
Parlando del suo lavoro politico, mi duole constatare che faccio veramente fatica a vedere nel lavoro di questo governo un'azione politica di destra la quale effettivamente ponga al centro delle iniziative l'Italia e i cittadini che stanno sempre più annegando del pantano della crisi economica: la Social Card, per esempio, a mio parere ha tutta l'aria di una misura pubblicitaria se non propagandistica e se fossi io al suo posto premerei di più per interventi che aiutino direttamente i cittadini in difficoltà come un severo controllo dei prezzi da parte dello Stato al fine di evitare speculazioni da parte dei commercianti, tagliare gli sprechi della pubblica amministrazione al fine di procurare risorse che rendano possibile l'innalzamento dei salari, ed infine maggiori investimenti sulle opere pubbliche i quali permetterebbero di assorbire numerosa forza lavoro tutt'ora disoccupata e di dotare il nostro Paese di quelle moderne infrastrutture che in certe zone sono ancora vecchie, obsolete o addirittura assenti.
Parlando della sua personalità e del suo modo decisamente goliardico di porsi all'opinione pubblica, per quanto mi dia fastidio come certi individui sinistri non perdano l'occasione di strumentalizzare ogni sua minima uscita anche leggermente sopra le righe, se fossi al suo posto manterrei sicuramente un atteggiamento più istituzionale rispetto a lui sia per non far si che determinate situazioni mi sfuggano di mano, sia per non dar modo all'opposizione di delegittimarmi a causa della mia leggerezza.
Infine, parlando dell'ambito più delicato ossia l'aspetto giudiziario, è inutile dire che è davvero dura per me potermi immedesimare in lui e pensare a come potrei comportarmi nella sua situazione, e questo per il semplice fatto che io nella sua situazione non lo sono e non lo sarò mai: le fonti dei miei guadagni, le mie amicizie e le mie iniziative sarebbero sempre presentate alla luce del sole, senza commettere illeciti i quali possono compromettere la mia vita e la dignità dei miei elettori. Inutile aggiungere che non necessiterei di provvedimenti come il Lodo Alfano il quale a parer mio snatura l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e non permetterei mai che nella mia squadra governativa siano presenti soggetti dal passato e dal presente dubbio come Previti, Dell'Utri e Cuffaro.
Porrei in primo piano la lotta alla criminalità organizzata e il controllo dei flussi migratori per far diventare davvero le nostre città più sicure, andrei volentieri ospite a tutte le trasmissioni televisive per aggiornare i cittadini sull'andamento del mio operato (sopratutto in quelle più ostili alla destra come Annozero e Ballarò esponendomi volentieri alle trappole dei conduttori di parte, dimostrando così di non avere nulla da nascondere a nessuno), assicurerei la pluralità dell'informazione e ripristinerei le preferenze al voto e obbligherei il mio partito a svolgere elezioni primarie per le scelte dei candidati locali e nazionali in modo che i cittadini possano decidere chi secondo loro reputano migliore per governarli senza che questa scelta vada fatta dai grandi capi i quali scelgono solo tra i propri amici ed i propri sgaloppini.
Detto chiaro e tondo, io coi suoi loschi affari non centro assolutamente nulla, non sono ne suo complice e nemmeno un suo servo, se fossi al suo posto non agirei come sta facendo lui e provo una rabbia incredibile quando sento persone comuni, giornalisti o politici di rilievo sostenere che tutti quelli che votano destra sono o poveri stupidi che si sono fatti convincere dai media berlusconiani a votarlo, o luridi fascisti razzisti e violenti, o bigotti retrogradi attaccati alle sottane dei preti, leghisti ignoranti e cafoni, imprenditori disonesti ed evasori e infine mafiosi o delinquenti di vario genere!
Io non appartengo a nessuna di queste categorie, eppure sono di destra lo stesso... come ve lo spiegate? Mi definisco una persona libera, con una discreta base culturale, capace di pensare con la propria testa, con valori e con idee per un' Italia migliore.
In estrema sintesi mi definisco:
NAZIONALISTA: patria al centro di tutto! Orgoglio di essere italiani, della nostra storia, salvaguardia delle nostre tradizioni e solidarietà nazionale. Nessun razzismo verso gli immigrati, fare in modo che possano integrarsi accettando il nostro stile di vita e le nostre istituzioni ovviamente senza chiedergli di rinunciare alle proprie ma soltanto di obbedire alle nostre leggi e di non assumere comportamenti che non danneggino il quieto vivere nazionale.
- SOCIALE: politica dalla parte dei semplici cittadini e del lavoro dipendente; salari più dignitosi e tasse più sostenibili. Sovvenzioni agli imprenditori, alle banche ed alle imprese solo se i finanziamenti pubblici verranno poi utilizzati per salvaguardare posti di lavoro, dare buste paga più sostanziose e creare nuove assunzioni. Opere pubbliche per modernizzare il paese e creare nuove opportunità per assorbire forza lavoro disoccupata.
- LEGALITARIO: lotta alla criminalità ad ogni livello: certezza della pena, confisca dei beni anche alle aziende colluse, protezione delle aziende che denunciano i mafiosi, reato per gli immigrati che rifiutano di identificarsi, inasprimento delle sanzioni per chi li sfrutta (lavoro in nero) con chiusura o commissariamento dell'impresa coinvolta, banca dati del DNA, due gradi di giudizio per i processi. Niente scarcerazioni facili o permessi premio. Nessun indulto e massima severità.
- MERIDIONALISTA: sono di origine siciliana e non posso non pensare al sud. Lotta alla criminalità e alla cultura dell'illegalità data dalla secolare assenza dello Stato nel mezzogiorno d'Italia. Politiche occupazionali, di sviluppo industriale, commerciale e turistico. Modernizzazione delle infrastrutture già esistenti e successive realizzazioni ex novo. Rendere produttivi i terreni agricoli, migliorare la distribuzione dell'acqua in terre flagellate dalla siccità.
- AMBIENTALISTA: città meno inquinate ma anche meno sprecone: energie rinnovabili (favorire l'utilizzo privato degli impianti ad energia solare), trasporto verde, piste ciclabili e parchi per ridurre le emissioni inquinanti. Depuratori per i nostri fiumi e le nostre acque. Salvaguardia del nostro patrimonio naturale, maggiori contributi per la protezione ambientale, lotta all'abusivismo e alla deturpazione edilizia del territorio.
- LAICO: riconoscere le radici cristiane che stanno alla base della cultura italiana ed europea ma non mescolarle con l'ordinamento giuridico dello Stato. Salvaguardia della vita finché non diventa accanimento, fare in modo che sempre meno donne ricorrano alla pratica dell'aborto attraverso politiche di tutela come favorirle nelle graduatorie di posti di lavoro ed assegnazione di appartamenti di edilizia popolare.

E secondo voi la destra è solo Berlusconi, Bossi e Forza Nuova? Spero di avervi dimostrato che esiste una destra buona, giusta, onesta, moderna ed europea anche se per ora è solo nella mente di un giovane blogger veneto e di tanta altra gente che presto avrà l'occasione di imporsi nelle alte sfere della politica italiana. Sperando che qualcuno ce lo permetta...


domenica 4 ottobre 2009

Tre righe sulla manifestazione di ieri

Negli anni 70 i missini e i giovani del fronte della gioventù venivano uccisi col mitra, bruciando le loro sedi e le loro case oppure a colpi di chiavi inglesi... adesso quei carnefici, i loro coetanei e i loro discendenti manifestano sentendosi vittime di un regime... assurdo!

martedì 29 settembre 2009

Perchè a destra odiamo Annozero

In questo post intendo spiegare come mai noi militanti ed elettori di destra odiamo così tanto la trasmissione Annozero del caro Michele Santoro.
E' mia intenzione smontare la versione dei sinistri secondo la quale il nostro problema risiede soltanto nel fatto che i leader del centrodestra sono tutti componenti un'accozzaglia di delinquenti, fascisti e manipolatori di un popolo ignorante, i quali sono così tanto terrorizzati dal recarsi in una trasmissione dove il conduttore bello, buono e tanto imparziale fa domande giuste e sacrosante che smascherano tutta la loro crudele disumanità, convincono noi rozzi seguaci che in quella stessa trasmissione sono tutti brutti, cattivi e comunisti. E da bravi succubi incapaci di pensare, tutti obbediamo!
Le cose non sono affatto così, ma procediamo con ordine e partiamo dal fatto che sono tutti comunisti e subito noteremo che non è poi un'osservazione così tanto sbagliata!
Elenchiamo i curriculum politico/professionali di alcuni componenti del cast:
- MICHELE SANTORO: in gioventù collabora con testate come Servire il popolo, Il Mattino, l'Unità ed Epoca. Come noterete organi d'informazione molto moderati e liberali! Si candida come parlamentare europeo nel 2004 per la lista di Uniti nell'Ulivo.
- SANDRO RUOTOLO: Ha iniziato l'attività giornalistica nel 1974, iniziando a lavorare per il quotidiano Il Manifesto, famoso quotidiano di estrema sinistra.
- VAURO: disegnatore, membro del comitato centrale del Partito dei Comunisti Italiani. Collabora con l'ARCI, associazione di promozione culturale di sinistra.
Dopo questo breve elenco, sicuramente qualcuno osserverà che non possiamo dimenticare di inserire Marco Travaglio e di indicare che è un personaggio tutt'altro che di sinistra: come tutti ben sappiamo è un giornalista di cultura liberale allievo di Indro Montanelli il quale è sempre stato un fiero anticomunista. Per quanto io stesso sia ben cosciente del fatto che Marco Travaglio non sia un avversario della destra in generale bensì esclusivamente di Berlusconi, ribadisco fin da subito che la sua presenza non fa di Annozero una trasmissione super partes.
Eppure, secondo gli aficionados della trasmissione, abbiamo veramente a che fare con un programma televisivo giusto e imparziale che tratta le questioni con obiettività, ma questo non è altro che un retaggio della peggior cultura progressista di origine sessantottina: se uno è di sinistra allora è una persona libera e capace di pensare, mentre se è di destra non è altro che un bieco ignorante servo del potere indegno pure di essere definito minimamente intelligente. Io stesso sono ben cosciente del fatto che molte persone al termine della lettura mi additeranno come servo, nonostante tutto quello che scrivo deriva dalla mia testa e non da imposizioni esterne.
Veniamo all'impostazione della trasmissione e qui vorrei essere maggiormente sintetico rispetto al resto dell'articolo, certe ingiustizie non hanno bisogno di descrizioni o commenti.
Cominciamo con gli ospiti: quelli di destra sono continuamente interrotti dal conduttore mentre stanno per arrivare al dunque con la scusa di mandare in onda la pubblicità o un qualche servizio, spesso e volentieri insultati dal pubblico schierato senza che il conduttore muova un dito per impedire che ciò avvenga.
I servizi sono sempre volti a dimostrare che tutto ciò che fa il centrodestra è sbagliato o volto a progetti criminosi o sovversivi: quando nel 2006 entrarono nella sede di Azione Giovani Vicenza, l'inviata voleva che tutti mettessero in evidenza le loro simpatie fasciste davanti alle telecamere!
Le discussioni sono sempre montate ad arte per affermare e dimostrare che tutti gli elettori e i militanti della destra siano complici del malgoverno e dei traffici di Silvio Berlusconi: non si è mai sentito nessuno affermare che con le escort o coi processi, l'elettorato non ha nulla a che vedere! E' evidente che vogliono continuamente ribadire la superiorità antropologica e culturale di chi è di sinistra rispetto a chi è di destra!
L'ultimo punto che vorrei elencare è un'estensione di quello precedente: avete notato che spesso e volentieri vengono invitate in trasmissione persone le quali insultano senza ritegno l'intero elettorato di centrodestra? Vi ricordate dell'architetto Fuksas che dopo la vittoria elettorale di Berlusconi nel 2008 ha affermato che ciò è avvenuto grazie all'ignoranza innata degli italiani (concetto ribadito da Giorgio Bocca nell'ultima puntata)? Nessuno ha presente le innumerevoli volte nelle quali Di Pietro continuava ad affermare che se uno è di destra lo è non perché abbia degli ideali ma perché è cosi stupido che le TV berlusconiane lo hanno convinto ad esserlo (e chi sta scrivendo è tutt'altro che berlusconiano)?
Ultimi ma non ultimi, i continui assist di Santoro agli ospiti di sinistra per permettergli di farsi buona pubblicità, i loro attacchi violentemente coordinati contro gli invitati di destra, e infine le vignette del kompagno Vauro le quali rappresentano che la totalità degli elettori del Pdl è composta da naziskin di strada sempre pronti a picchiare gli extracomunitari e i loro politici di riferimento vestiti da gerarchi fascisti!
Anche se nessuno prenderà sul serio quanto ho scritto, ecco perché vedo con profonda diffidenza Annozero: non perché voglia mettere a tacere le opinioni contrarie alla mia o perché qualcuno possa farmi domande birbanti (tanto non ho nulla da nascondere) ma perché non accetto che le nostre tasse finanzino un servizio pubblico che insulta e svilisce la dignità e l'intelligenza di più della metà degli italiani!


venerdì 18 settembre 2009

Pacifismo di destra

Sono morti sei soldati, sei figli della Patria che non torneranno più dalle loro famiglie e che non rivedranno più le terre d'Italia nelle quali sono cresciuti o nelle quali stavano costruendo il loro futuro. Per rispetto verso di loro eviterò di polemizzare, limitandomi a dire quello che penso, ribadendo però fin da ora di essere un completo ignorante riguardo la politica estera e i suoi meccanismi.
Siamo in missione di pace, su questo non c'è alcun dubbio: a differenza di quello che vogliono far credere strani personaggi di determinate parti politiche, noi non siamo in Afghanistan ne per sterminare la popolazione civile, ne per torturarla e nemmeno per impedirgli di vivere secondo i loro usi e costumi!
I compiti dei soldati italiani in Afghanistan riguardano questioni di interesse civile: bonifica delle strade dalle mine antiuomo, supporto nell'addestramento delle forze dell'ordine locali, assistenza sanitaria per la popolazione civile, sostegno nella realizzazione di infrastrutture e forniture di generi alimentari alla popolazione. Eppure qualcuno continua ad insistere che la nostra presenza militare in quelle zone è degna di essere paragonata all'invasione nazista della Polonia nel '39, giustificando così gli attentati ai nostri soldati come eroici atti di resistenza del popolino piccino oppresso dal brutale invasore nazifascista italiota... e poi l'abbiamo appena visto in cosa consiste tutta la nostra brutalità!
Come comportarsi adesso? Riguardo la questione del ritiro, sostengo immediatamente che sono fermamente contrario: andarsene in questo momento dimostrerebbe intanto la resa della Nazione al terrorismo, gettando discredito e disonore non solo alla nostra reputazione internazionale (il primo che mi risponde dicendo che la nostra reputazione è già compromessa dal Presidente del Consiglio avrà il commento bannato perché non è di questo che stiamo parlando) ma anche sulla memoria di tutti i nostri soldati defunti in varie parti del mondo i quali avrebbero sacrificato la loro vita per il nulla mescolato col niente!
Il problema da definire è a monte della questione: siamo sicuri che il nobile sangue italiano debba essere versato per una popolazione che non se lo merita? E' assurdo che dobbiamo sacrificare i nostri giovani più valorosi per far si che un popolo con usi e costumi lontani anni luce dai nostri e con una cultura della libertà e della tolleranza praticamente assente, abbia una democrazia che non vuole? Non sarebbe più semplice lasciare gli afghani nel suo paradiso fangoso e lasciare che la loro secolare instabilità se la risolvano da soli?
Perché dobbiamo sacrificarci noi per dare tranquillità a un popolo in guerra da 30 anni, prima con l'invasione sovietica e poi alle prese con una guerra civile tra i vari clan la quale si è conclusa con la vittoria dei Talebani, i cosiddetti "studenti del Corano" i quali hanno imposto alla popolazione di vivere seguendo alla lettera i dettami del Profeta? Se gli afghani sono liberi o sono oppressi, a noi cosa ce ne torna? Ormai è assodato che libertà e democrazia non le vogliono! Non sarebbe meglio mandare i nostri soldati in altre parti del mondo dove sono apprezzati per il loro lavoro a favore della popolazione civile e al contempo inviarli in zone d'Italia soffocate dalla presenza della criminalità e dell'illegalità?
La cosa migliore da fare secondo me è restare fino alla conclusione della missione stabilita dagli accordi internazionali, i quali però non dovranno più riportare proroghe al termine della missione.
Sono morti 6 italiani, e l'Afghanistan non è una terra che merita il sacrificio dei nostri compatrioti!

Onore ai caduti, viva il nostro Esercito e viva l'Italia!